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Si segnala: Vercellicentro story - Asigliano
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Postato da Maxil Wednesday, 27 May @ W. Europe Daylight Time |
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 Vercellicentro story vuol essere un web magazine improntato ad eventi e personaggi della nostra società vercellese.
Il reportage fotografico viene curato da Max Giannotta. Voglio inaugurare l’apertura di questo web magazine con una manifestazione da poco svoltasi in un paesino distante pochi chilometri da Vercelli: ASIGLIANO, l’evento è… LA CORSA DEI BUOI. Per comprendere la storia di questa caratteristica corsa occorre intervistare l’uomo simbolo del paese:
ANTONIO DATTRINO….. sempre disponibile e gentilissimo, Antonio, ogni volta che racconta la “sua Asian”, si commuove e traspare dai suoi occhi tutta la passione per le tradizioni ed il folklore locale.
Non perdiamo tempo e passiamo all’intervista…. Prima della descrizione della secolare corsa, conosciamo Antonio....
Antonio: raccontaci in poche parole chi sei. “Posso dirti che sono una persona che da oltre cinquant’anni mi occupo di Asigliano e di tutto quello che avviene in paese. Naturalmente tutto ruota attorno alla figura di San Vittore; dei buoi … e della sua gente. Asigliano rinasce con l’arrivo di questa festa… speranze, passioni sopite nel tempo vengono messe in mano a questo Santo giunto dalla Mauritania. Un grande Santo che con i secoli è diventato non solo simbolo di pace e di gioia, ma per Milano e le zone lombarde, il “protettore”. Essendo un soldato, non potevano le carceri non portare il Suo nome!”.
Cos’è per te la CORSA DEI BUOI? “La corsa dei buoi per un asiglianese è il passato, il presente, il futuro. Non si può in quattro righe esprime il significato di questo voto che lega tutti i“veri asiglianesi”. Il “nastro benedetto”
che i Priori consegnano ai concittadini ha un significato ben preciso “con questo nastro tu sei legato a noi, alle tradizionidei Padei e agli uomini di buona volontà”. San Vittore è il punto di partenza e quello di arrivo per tutti noi. Guai se non ci fosse! “.
Come tu sai il mio mestiere è fotografare e attraverso le fotografie osservo un paese totalmente coinvolto, e allora ti domando Cos’è la CORSA DEI BUOI per gli asiglianesi? “Non ci sono parole per un voto che dal 1436 è nel cuore della sua gente. La corsa dei buoi è la vita di una comunità come la nostra. Ci conosciamo tutti, condividiamo gioie e dolori, preghiamo il protettore con sincera devozione. La corsa dei buoi è il culmine della fede, quella vera, una fede che fin da bambini ci viene inculcata nel cuore e nella mente. Tutto ruota attorno a questo Santo. La seconda domenica di maggio per noi è il giorno della “riconoscenza” della “grande promessa” verso Colui che da secoli noi ricorriamo nei momenti difficili, nei momenti di gioia. Ecco quello che è per un asiglianese la “corsa dei buoi”.
Attorno alla corsa si svolge anche un rito rivolto a S.Vittore, di cosa si tratta?
“Oserei dire una serie di riti. Dalla distribuzione dei nastri benedetti a tutte le famiglie, anche quelle fuori paese, per giungere alla distribuzione del “pane di San Vittore”. Non dobbiamo dimenticare il Cero votivo e l’incanto dei carri in municipio per aggiudicarsi le postazioni per lo scioglimento del voto. Sono tutti momenti esaltanti. Momenti coinvolgenti com’è l’inno votivo al Santo: il “Deus Tuorum Militum”. Proprio in quei momenti professionali, dove l’urna del Soldato Martire transita per le vie del paese, gli asiglianesi affidano le loro pene all’urna di ebano contenenti le Sante Reliquie: “San Vittore, proteggi mio figlio..”: “San Vittore fammi guarire…”: “San Vittore aiutaci!!!”.

La corsa dura pochissimi secondi, ma quanto tempo occorre per la preparazione?
Descrivici tecnicamente lo svolgimento della corsa, ad esempio quanti metri…. in quanti secondi. “La corsa dei buoi si svolge su un tragitto di circa 250 metri. Quattro sono i carri che dànno vita e il primo che giunge all’arrivo viene data una bandiera italiana e due coperte per la coppia di animali. Se non fosse un atto di fede che si scioglie in 20 secondi, varrebbe la pena di lavorare 8 mesi all’anno?”.
Un tuo sogno nel cassetto… che non hai mai svelato.
“I sogni nel cassetto sono tanti, uno mai svelato?…. Non saprei. Mi sento fortunato di essere nato in questa terra dove la sua gente è sanguigna, generosa, tollerante, piena di tanta buona volontà e tenacemente legata alle tradizioni dei Padri. In conclusione, c’è una domanda che non ti ha mai fatto nessuno e che vorresti ti fosse rivolta? “Desidererei che i giovani attingessero nell’entusiasmo dei “vecchi come me”, per poter continuare questa tradizione, a volte tanto contrastata e ostacolata da perditempo. Lo so che la fede a volte vuole i suoi martiri… credo che tanti altri problemi abbiano bisogno di particolari attenzioni e non quelle della corsa dei buoi per gente profana e ipocrita”.
Termina così questo mio primo reportage per Vercellicentro, spero che sia apprezzato… ed al mitico Antonio non posso che dare l’appuntamento per il prossimo anno, per la 574° CORSA DEI BUOI.
A presto…..
Max Giannotta
Fotoreporter
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